Una donna può scegliere un tailleur per la linea delle spalle, per la nettezza del taglio o per la sicurezza che le trasmette. Può amare i codici del guardaroba maschile senza voler indossare una giacca concepita per un uomo. Tra questi desideri, la grande mesure offre libertà di taglio.
Sì, la grande mesure femminile esiste. Si fonda su un cartamodello individuale, prove durante la lavorazione e un’esecuzione artigianale. Condivide questi principi con la grande mesure maschile. Cambiano la lettura del corpo e la silhouette ricercata. «Femminile» non significa necessariamente vita segnata o spalla discreta.
Molto prima dello smoking
Il rapporto tra le donne e il mestiere del sarto precede di molto il tailleur pantalone. Il Kyoto Costume Institute conserva un abito da amazzone francese del 1810 circa, composto da giacca e gonna da equitazione. La tenuta riprende già elementi del guardaroba maschile, in una società che si aspettava che le donne cavalcassero in gonna.
A Los Angeles, il LACMA documenta un completo da equitazione parigino datato tra il 1885 e il 1890. La scheda precisa che gli abiti da amazzone erano realizzati con tecniche vicine a quelle del completo maschile e generalmente commissionati ai sarti.
Il National Museum of Australia offre un altro esempio con l’abito da amazzone di Constance Faithfull, realizzato intorno al 1895 da William Rybak a Sydney. La gonna ha una forma studiata per la posizione del ginocchio a cavallo. Pur nei vincoli vestimentari dell’epoca, il taglio doveva rispondere a un uso preciso.
Questi capi non permettono di applicare retroattivamente i criteri attuali della grande mesure a ogni tenuta antica. Testimoniano però un savoir-faire sartoriale dedicato alle donne, ben precedente alle immagini dello smoking contemporaneo.
Lo stesso rigore sartoriale
La Savile Row Bespoke Association dedica una pubblicazione alla grande mesure femminile, citando alcune maison associate. Huntsman dichiara di applicare alle creazioni femminili gli stessi criteri di taglio, lavorazione e rifinitura dei capi maschili. A Parigi, Sartoria Florio propone esplicitamente un servizio di grande mesure per donna.
Non vi è quindi ragione di considerare la grande mesure maschile come riferimento e quella femminile come una versione meno compiuta. La differenza significativa sta nel lavoro svolto per la persona. Il cartamodello, i volumi e la costruzione devono rispondere al suo corpo, ai suoi movimenti e al suo progetto.
Occorre anche una pratica specifica del taglio femminile. Saper costruire una bella giacca da uomo non esime dallo studio del seno, del rapporto tra busto e fianchi e del risalto che la cliente desidera dare alla vita.
Il ruolo del seno nel taglio
Per una giacca, la circonferenza del seno non dice tutto. Contano insieme l’altezza, la distanza e il volume dei seni, la lunghezza del davanti e la postura. I metodi di misurazione di M. Müller & Sohn distinguono con precisione questi dati. Due donne che portano la stessa taglia possono quindi richiedere costruzioni diverse.
Dare spazio al seno non significa allargare uniformemente la giacca. Occorre distribuire il volume dove serve e prevedere la lunghezza necessaria perché il tessuto segua il busto. Una sola correzione in larghezza può lasciare irrisolto l’equilibrio del davanti.
Le riprese contribuiscono a dare forma al capo, trasformando una superficie di tessuto in volume. Possono essere spostate o integrate nel disegno dei tagli. Un esercizio di modellistica di M. Müller & Sohn mostra come una ripresa del seno possa essere trasferita in più riprese disposte a ventaglio.
La tecnica lascia dunque spazio alla creazione. Considerare il seno nel taglio non significa doverlo mettere in risalto. A seconda del progetto, la giacca può seguirne la linea oppure mantenere più distanza dal corpo.
Disegnare la vita senza imporla
Un seno generoso non implica fianchi larghi. Una figura sottile può avere una vita molto segnata oppure proporzioni più dritte. Questi rapporti vanno letti individualmente: ricondurli a un’unica immagine del corpo femminile farebbe perdere parte del valore della grande mesure.
Nella messa a punto della giacca, M. Müller & Sohn distingue in particolare l’agio al seno, alla vita e ai fianchi, insieme al tracciato del centro dietro. Queste zone contribuiscono tutte alla caduta, senza richiedere la stessa quantità di spazio.
Una giacca sciancrata ricerca un certo rapporto tra busto e vita; una giacca dritta ne propone un altro. Entrambe possono essere studiate per la stessa donna. Anche la lunghezza contribuisce alla composizione, a seconda che il capo si fermi vicino alla vita, segua i fianchi o li superi.
La sciancratura è una scelta di silhouette. Da sola, non dimostra che una giacca sia stata pensata per voi.
Spalle forti o linea flessuosa
L’idea che una giacca femminile debba essere più leggera o meno strutturata non tiene conto della varietà dei desideri. Una cliente può cercare proprio una linea delle spalle decisa; un’altra preferire una spalla vicina alla sua forma naturale.
La struttura interna serve a realizzare questa scelta. Mathilde Olivier descrive spalline concepite in funzione della morfologia e un lavoro sulle tele interne e sul tessuto che costruisce il volume del capo. Il suo portfolio comprende anche giacche femminili. Sono strumenti di costruzione da dosare secondo il corpo e l’effetto desiderato.
Una spalla forte quindi non deve essere riservata agli uomini, così come non deve essere riservata una costruzione flessibile alle donne. La domanda utile riguarda la presenza data alla silhouette e il modo in cui si indossa la giacca.
Il taglio dei pantaloni
Anche i pantaloni mostrano i limiti di una lettura basata sulla sola taglia. Circonferenza della vita, bacino, distribuzione del volume tra davanti e dietro, altezza del cavallo e linea della gamba si influenzano a vicenda. Gli studi di M. Müller & Sohn sulla modellistica del pantalone femminile considerano separatamente queste misure, preservando i rapporti tra loro.
Per la cliente, significa che una cintura che si chiude non basta a giudicare il taglio. Occorre osservare anche lo spazio lasciato al bacino, la caduta del tessuto e il comfort da sedute.
Una gamba ampia può accompagnare un busto dalla linea molto definita. Un pantalone dritto può prolungare una giacca generosa. Questi abbinamenti appartengono alla composizione del tailleur e non devono seguire formule dettate dal genere o dal numero di taglia.
Prendere in prestito codici maschili
Revers ampi, giacca doppiopetto, pantaloni con pinces, cravatta. Questi segni possono appartenere a pieno titolo al guardaroba di una donna. La loro sola presenza non fornisce informazioni sulla costruzione del capo.
Il Musée Yves Saint Laurent Paris ricorda che lo smoking femminile introdotto nel 1966 riprende i codici maschili adattandoli al corpo femminile. L’esempio chiarisce una distinzione essenziale: quella tra l’ispirazione di una silhouette e il cartamodello che permette di realizzarla.
Una cliente può voler conservare l’ampiezza delle spalle, la lunghezza o il volume che ama in una giacca maschile. Il lavoro consiste nel comprendere queste proporzioni per ritrovarle nel suo capo, senza segnare automaticamente la vita o ridurre i rever.
Kathryn Sargent sostiene un approccio alla grande mesure aperto a ogni genere, guidato dalle esigenze e dalla personalità di ciascun cliente, anziché da una silhouette imposta. Una posizione che ricorda quanto il vocabolario sartoriale sia più ampio della distinzione tra giacca da uomo e giacca da donna.
Il nostro sguardo sul tailleur femminile
Per Sandra Loï, una donna deve poter scegliere che cosa esprime il suo tailleur: spalle decise, una vita disegnata, linee dritte o un volume che accompagna i gesti. Nessuna di queste intenzioni deve essere giustificata dalla morfologia.
Consideriamo il corpo un punto di partenza creativo. Un seno generoso non va necessariamente nascosto, né un busto sottile ingrandito visivamente. I fianchi possono essere sottolineati o lasciati liberi. Spetta alla cliente dire che cosa ama; il taglio deve rendere possibile questa intenzione.
Il patchwork porta questa riflessione nell’universo della Maison. L’incontro dei tessuti, i contrasti e il disegno dei tagli contribuiscono alla silhouette. Possono attirare lo sguardo, prolungare una linea o dare ritmo a una superficie. La loro disposizione merita la stessa attenzione della forma di un rever o della lunghezza di una giacca.
Crediamo che la precisione debba lasciare spazio al carattere. Un capo può rispettare il corpo e proporre al tempo stesso una presenza decisa. È ciò che chiediamo a un tailleur femminile: permettere a chi lo indossa di riconoscersi nella creazione, con le proprie proporzioni e i propri desideri.
Fonti
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Savile Row Bespoke Association, The Best Women’s Bespoke Tailoring. Regno Unito.
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Huntsman, Bespoke Womenswear. Regno Unito.
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Sartoria Florio, Femme, Grande mesure. Francia.
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Mathilde Olivier, Votre habit pas à pas et Réalisations. Francia.
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M. Müller & Sohn, Taking Measurements ; Blazer with docorative radial Darts ; Pattern Adaptations Jacket ; Grading Trousers Patterns. Germania.
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Kathryn Sargent, True Bespoke. Regno Unito.
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Musée Yves Saint Laurent Paris, Il primo smoking. Francia.
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Kyoto Costume Institute, Riding Suit (Amazone), circa 1810. Giappone.
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Los Angeles County Museum of Art, Woman’s Riding Habit (Bodice, Pants, and Skirt), 1885-1890. Stati Uniti.
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National Museum of Australia, Constance Faithfull’s riding habit. Australia.
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Maison Sandra Loï, Su misura.
