Tutto comincia dal tessuto

Prima del primo taglio, c’è il momento in cui il tessuto passa tra le mani. Lo si solleva, lo si piega, lo si lascia ricadere. Il colore cattura lo sguardo; il modo in cui si muove suggerisce già ciò che potrà diventare. Un tessuto orienta il progetto, talvolta in una direzione diversa da quella immaginata guardando una fotografia.

Per un tailleur Sandra Loï, il tessuto si sceglie in funzione della silhouette. Una giacca che si discosta dal corpo, un pantalone morbido e una manica voluminosa richiedono qualità diverse. La materia deve accordarsi con il taglio immaginato e con l’uso a cui il capo è destinato.

Oltre il nome della fibra

«Lana» o «seta» indica una composizione, senza raccontare tutto del tessuto. Anche il filato, l’armatura, il peso e i finissaggi ne determinano l’aspetto e il comportamento. Due tessuti della stessa fibra possono creare pieghe e sensazioni molto diverse.

Woolmark distingue, tra l’altro, i processi di preparazione della lana cardata e della lana pettinata. Questa distinzione aiuta a capire perché la parola «lana» comprenda superfici tanto diverse. Per scegliere un capo, occorre tornare al campione concreto che viene proposto.

Anche un numero richiede la stessa attenzione. La classificazione Super S indica la finezza delle fibre di lana. Non sostituisce un confronto sul peso del tessuto, sul suo impiego o sulla sua manutenzione. Cercare il numero più alto non basta a scegliere il proprio tailleur.

Osservare il tessuto prendere forma

Appoggiate il campione su una superficie arrotondata, lasciandone ricadere una parte. Osservate la profondità delle pieghe e il modo in cui si distribuisce la luce. Quando la metratura disponibile o un capo di riferimento lo consente, guardare una superficie più ampia rivela più di un piccolo quadrato tenuto in piano.

Un tessuto morbido può accompagnare una linea in movimento. Una materia che mantiene maggiormente la propria forma può sostenere un volume. Queste prime impressioni vanno poi messe in relazione con la costruzione: anche la fodera, i sostegni interni, la direzione del taglio e gli assemblaggi contribuiscono al risultato.

Al Victoria and Albert Museum, lo studio di un abito «tulipano» di Balenciaga mostra il ruolo del gazar di seta nella sua forma architettonica. Un esempio che ricorda quanto una silhouette dipenda dal dialogo tra la materia e la sua costruzione.

Pensare a come verrà indossato

Un capo destinato a una serata non si sceglie come un completo da indossare ogni settimana. Considerate per quanto tempo lo porterete, la stagione, gli spostamenti e il contatto con la pelle. Il tessuto che conquista al primo sguardo deve anche rispondere a ciò che vi aspettate dal capo quando lo indosserete.

Chiedete come dovrà essere curato il capo una volta terminato. La risposta riguarda il capo nel suo insieme, con la fodera e gli eventuali ornamenti. Un’indicazione adatta alla sola fibra non è necessariamente sufficiente per un abito che riunisce componenti diversi.

Comporre insieme a Sandra

In un progetto su misura, la scelta può nascere da un desiderio molto preciso: una linea nitida, una superficie opaca, un movimento ampio. Diventa allora possibile confrontare i tessuti per ciò che apportano a questa intenzione, senza limitarsi ad accumulare aggettivi legati al lusso.

Il patchwork, presente nel lavoro di Sandra Loï, rende la composizione particolarmente evidente. Ogni superficie entra in relazione con quelle vicine. Per una creazione personale, il contrasto può essere deciso o più discreto, secondo il progetto concordato con la Maison.

Portate un’immagine di riferimento per la silhouette e descrivete la sensazione che cercate. La scelta del tessuto diventerà più precisa. Un bel tessuto trova la propria ragion d’essere quando la sua presenza, il taglio e l’uso a cui è destinato procedono insieme.

Scoprire il su misura Sandra Loï.

Fonti

Woolmark, Wool Processing.

Woolmark, Wool Suiting e classificazione Super S.

Victoria and Albert Museum, Secrets of Balenciaga’s Construction.

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