il Diario.
La storia del tailleur, il dietro le quinte della Maison e uno sguardo sul mondo del su misura.
Tutto comincia dal tessuto
Fibra, peso, superficie e caduta: scegliere un tessuto in armonia con il taglio e con l’uso a cui è destinata la vostra creazione.
Fiori, piume, rilievi: imparare a guardare l’ornamento
Su uno schermo si scorge talvolta un fiore, senza intuire tutto il lavoro di assemblaggio che racchiude. A Parigi, la mostra «Tisser, broder, sublimer» invita a soffermarsi con lo sguardo. Un’occasione per capire come l’ornamento tessile trasformi la superficie, il movimento e la percezione di una silhouette.
Il patchwork disegna una nuova idea di tailleur
Una riga cambia direzione. Due tonalità vicine si incontrano. Una cucitura entra a far parte della composizione. Il patchwork invita a guardare il capo come un insieme di relazioni tra frammenti. Una possibilità particolarmente ricca per il tailleur, che Sandra Loï interpreta attraverso questo linguaggio distintivo.
Gaïa: il tailleur di alta moda, dal lavoro d’atelier alla silhouette
Il tailleur Gaïa si coglie anzitutto nell’insieme: un bordeaux profondo, una giacca corta, una chiusura doppiopetto e maniche a palloncino che dialogano con la linea della parte inferiore. In questo completo del Vestiaire des Immortels, la giacca concentra gran parte del lavoro sui volumi e sugli ornamenti. Le fotografie d’atelier permettono di passare dalla silhouette indossata ai dettagli della costruzione. Le 130 ore di creazione indicate dalla Maison acquistano così un significato concreto, senza ridurre il tailleur a una cifra.
I principi della grande mesure
In una giacca, pochi millimetri cambiano il modo in cui il collo incontra la nuca, la manica accompagna il braccio e il davanti si posa sul busto. La grande mesure lavora su questi rapporti.
